L’intestazione della scena è preceduta (sul medesimo rigo) dalla numerazione che è sempre bene apporre alla fine della stesura definitiva della sceneggiatura. Qualora si effettuassero ulteriori revisioni del copione dopo che è stata scritta la numerazione e si rendesse necessario inserire nuove scene, è bene utilizzare delle lettere aggiuntive. Se per esempio tra la scena 44 e la 45 ne viene aggiunta una nuova, questa verrà numerata come 44 A (meglio che 44 bis. La ragione è che se le scene nuove sono molte, dopo bis ter e quater si hanno dei problemi…) Nella maggioranza dei casi si vede scritto: SCENA 44 CASA GIOVANNI INT. GIORNO. Ma è sufficiente scrivere: 44 casa giovanni int. giorno. Questo anche perché la maggior parte dei programmi per la scrittura di sceneggiature aggiunge la numerazione in questa forma semplificata. Se possibile è meglio mantenere l’intestazione nell’ambito di una sola riga (magari abbreviando qualche parola). Questo per aiutare l’immediato riconoscimento dell’inizio scena. Subito dopo il numero della scena, vanno specificati nell’ordine (e sempre in maiuscolo): a) L’AMBIENTE, cioè il luogo dove si svolge l’azione, con eventuali precisazioni e specificazioni. Queste eventuali precisazioni si riferiscono ad ambienti complessi che possono venir suddivisi o meno. Dipende molto dalle conoscenze che lo sceneggiatore ha del luogo reale di ripresa. Ad esempio potremmo trovare: 32. complesso appartamento giovanni – vari ambienti int. giorno nel caso che la scena descriva spostamenti in varie stanze o corridoi e si prevede che l’ambiente reale di ripresa sarà scelto in modo che tutti i vani sono disponibili nello stesso momento (il che è la cosa più logica nella maggioranza dei casi). oppure: 32. complesso appartamento giovanni – camera letto e bagno int. giorno nel caso in cui si presenta un solo vano (o al massimo un paio) e la casa di Giovanni tornerà nella storia. oppure: 32. appartamento giovanni – camera da letto int. giorno nel caso in cui c’è un solo ambiente da descrivere e nel prosieguo della sceneggiatura non se ne presentano altri in casa di Giovanni (altrimenti sarebbe meglio ricorrere nuovamente alla formula Complesso appartamento Giovanni). Oppure, gli altri ambienti dell’appartamento di Giovanni per esigenze di scenografia verranno ambientati in luoghi diversi (ad esempio la camera da letto in teatro e il salotto in ambiente dal vero; oppure in due appartamenti diversi…) E’ anche possibile che l’appartamento di Giovanni preveda un giardino e può verificarsi il caso in cui l’azione si svolga in parte nel salotto e in parte nel giardino. In questo caso scriveremmo: 32. complesso appartamento giovanni – salotto e giardino int./est. giorno Quando si presenta due o più volte lo stesso ambiente, è buona regola scrivere esattamente la stessa intestazione (Appartamento Giovanni deve restare tale e non diventare Casa Giovanni; Strada casa Giovanni non deve poi diventare Esterno casa Giovanni ecc.) 33. STRADA APPARTAMENTO GIOVANNI EST. GIORNO è un ottimo modo per descrivere l’esterno di casa Giovanni. Specialmente quando ricorrono esterni e interni dello stesso palazzo, negozio, appartamento ecc. ricorrere alla definizione “STRADA…” seguita dall’ambiente, rende tutto molto chiaro. b) INTERNO o ESTERNO (INT. o EST. La forma abbreviata è quella corretta) L’indicazione INT. o EST. è determinata dall’ambiente in cui si svolge la scena e dall’illuminazione principale della stessa. Essendo un’informazione che riguarda soprattutto l’organizzazione della produzione (oltre che il lavoro del Direttore della Fotografia), è bene tenere in considerazione soprattutto questo fattore. Una cabina telefonica posta in una strada o l’abitacolo di un’automobile in movimento per le strade, sono in buona sostanza degli ambienti esterni, anche se l’azione si svolge al loro interno. E’ invalso l’uso, in ogni caso, di etichettare questo tipo di scene (e tutte quelle in cui dall’interno si vede uno scorcio di esterno o viceversa) come EST./INT. c) MOMENTO DEL GIORNO O ILLUMINAZIONE che può essere I. GIORNO (anche MATTINO o POMERIGGIO) II. NOTTE (anche SERA) III. ALBA IV. TRAMONTO (anche LUCE A CAVALLO) V. INTERNO ILLUMINATO VI. NOTTE AMERICANA (solo quando si è assolutamente sicuri che questo è il metodo di illuminazione che verrà utilizzato). Se all’interno di una scena c’è un passaggio di tempo che peraltro lascia lo stato delle cose pressoché inalterato, la scena non viene cambiata e si scrive semplicemente STACCO INTERNO nel punto in cui avviene questo passaggio. Nel caso invece di un ambiente unico in cui l’azione viene divisa in due o più parti nettamente distinte da un deciso passaggio di tempo (magari evidenziato da cambi di abito da parte dei protagonisti, invecchiamenti o mutamento dell’arredo della scena) è necessario dare una numerazione diversa alle due (o più) situazioni. E’ anche possibile fare ricorso ad una sottonumerazione nell’ambito della stessa scena (a, b, c, d…) nel caso di situazioni molto brevi (flash) E’ consigliabile, ma non necessario, scrivere in grassetto l’intestazione della scena, così che risulti maggiormente individuabile nell’ambito del corpo dello scritto. Nell’intestazione si possono inserire ulteriori elementi che servono a chiarire meglio determinate situazioni. (Ad esempio: “SCENA ALTERNATA ALLA PRECEDENTE” oppure “PIù tardi” ecc.). Se ci sono evidenti salti temporali tra una scena e l’altra (p.e. un film biografico in cui si passi dal racconto dell’infanzia a quello della maturità del protagonista…) allora anche questo passaggio di tempo va scritto nell’intestazione della scena (va bene anche subito prima o subito dopo, purchè sia ben sottolineato). In alcuni casi, quando questa soluzione è stata già stabilita dal regista e dal direttore della fotografia oppure quando si vuole dare un suggerimento preciso, si può scrivere “VIRAGGIO COLORE”, che sta ad indicare come una serie di scene appartenenti ad un’epoca particolare, subiranno una trasformazione in fase di elaborazione tecnica successiva. |