Un altro aspetto importante nel delineare i personaggi che animeranno la nostra sceneggiatura, è quello della relazione tra loro. Bisogna ricordarsi che un briciolo di conflittualità è sempre indispensabile, specialmente nelle commedie. A volte, ricordiamolo, la conflittualità tra personaggi è il fulcro stesso della storia.
Mi riferisco per esempio ad alcune commedie di Neil Simon come “La Strana Coppia”, oppure a “I Ragazzi Irresistibili” o anche a film più recenti come “Prima di Mezzanotte”. La lista potrebbe continuare a lungo, comprendendo anche grandi film italiani come “La Grande Guerra” o “Il Buono, il Brutto e il Cattivo” che commedie, nel senso stretto del termine, non sono. E' anche possibile che la conflittualità esista all'interno del personaggio, senza manifestarsi nei confronti dell' ”altro”. In ogni caso è fondamentale ricercare un'evoluzione nel rapporto tra i protagonisti, che non può nascere e morire senza mutarsi. Da qualche parte ho letto una frase che fa molto riflettere: “... se la storia che raccontiamo non ha la forza di far cambiare i personaggi che la popolano, non avrà nemmeno la forza di interessare il pubblico”. Non so se questa affermazione è vera in assoluto, ma certamente va presa in considerazione proprio nel concepire il percorso interiore dei protagonisti. In sostanza dobbiamo impegnarci a far sì che non solo i personaggi siano ben delineati e caratterizzati, ma anche che il rapporto tra loro serva a mandare avanti la storia e a movimentarla. E' chiaro che ci sono film, anche di successo, in cui tutto questo non avviene o avviene in misura estremamente limitata (pensiamo per esempio a quelli coi supereroi), ma mi pare di poter dire che questi esempi esulino un po' dalla scrittura di una sceneggiatura “normale”, in quanto puntano tutte le loro carte su effetti speciali, conflitti fisici, lotta tra bene e male, emozioni immediate e fin troppo dirette. |