La cosa più ovvia e forse più divertente da fare per dare una struttura concreta alla nostra sceneggiatura è quella di prendere due o tre DVD dei nostri film preferiti (o che si accostano di più alla nostra idea), inserirli (uno alla volta!) nel lettore e visionarli in modo critico, magari prendendo appunti e tornando indietro per verificare certe sensazioni.
Nel visionare i film da noi stessi scelti è necessario mantenere un distacco emotivo, cercare cioè di non essere spettatori, ma quasi scrutinatori freddi di quanto osserviamo. Nella stragrande maggioranza dei casi si vedrà come il film inizi con la presentazione dei personaggi principali, l'introduzione all'ambiente e alla situazione che poi si svilupperà nell'arco del racconto. Questo perchè è bene che il pubblico venga proiettato immediatamente nell'atmosfera della vicenda e si affezioni ai protagonisti, entrando in sintonia con loro.
Ovviamente ci sono le dovute eccezioni (come per esempio in alcuni film cosiddetti “corali”, alla Altman, per intenderci, oppure in certe opere “d'autore”), ma si tratta di casi che non fanno “paradigma” per dirla alla Syd Field. Si vedrà anche che persino nelle commedie si assiste ad un'evoluzione dei personaggi e ad un finale che tende sempre di più all' ”happy ending”, consolatorio e rassicurante. Se poi abbiamo voglia di esaminare con gli stessi criteri dei film di successo che non necessariamente ci sono piaciuti, potremmo farci un'opinione ancora più approfondita di come i professionisti strutturano il “plot”.
Non ho nessuna intenzione di spingere il potenziale sceneggiatore a seguire pedissequamente i dettami del mercato attuale (sia esso quello americano o quello nostrano), tuttavia consiglio vivamente di tenerne conto, perchè alla fin fine bisogna sempre far riferimento a produttori, distributori ed eventuali dirigenti televisivi che invece il mercato lo seguono eccome... magari (e spesso) facendosi idee sbagliatissime sugli ingredienti che fanno di un film un prodotto di successo. Ma tant'è.