Sono riuscito a trovare il cortometraggio “Un passo indietro” che Matrix29 mi invitava a guardare e commentare. Dico immediatamente che per essere un prodotto realizzato da allievi di una scuola, mi sembra eccellente. Avendo insegnato in varie scuole, avendo visionato decine di corti fatti dagli studenti, avendo anche fatto parte di una giuria di un festival dedicato, posso dire che non capita spesso di vedere un film così ben strutturato, pensato e composto.
L'idea della storia si adatta benissimo ai canoni del genere, potendosi sviluppare compiutamente nell'arco di poco più di una dozzina di minuti; il racconto ha una sua evoluzione precisa, cadenzata opportunamente e una fine adeguata. Il significato è chiaro, il messaggio recepibile al di là della vicenda in sé, volto com'è a indirizzarsi a molteplici situazioni in cui un “passo indietro” può significare una migliore comprensione di chi ci sta vicino.
La regia del cortometraggio è buona, specialmente all'inizio del racconto, con soluzioni visive (per esempio quella del lenzuolo che dissolve sul bianco) interessanti e ben studiate. Man mano che il film si snoda, però, noto che la necessità di descrivere gli eventi prende il sopravvento sull'inventiva e il risultato è un po' più piatto e meno sorprendente. La recitazione è un po' scolastica, a tratti teatrale, non sempre convincente anche perchè i dialoghi forse potevano essere più “veri” e meno descrittivi (la scena della discussione tra gli operai che parlano in dialetto è un po' più realistica, anche se la necessità di spiegare forza sempre il dialogo). Tuttavia non c'è mai gigioneria e questo va apprezzato molto.
Un giudizio globale molto positivo. Se a Matrix può interessare posso chiedere ai gestori del nostro sito se è possibile mettere in “Scuola di Cinema” il cortometraggio, in modo che chiunque può rendersi conto se la mia analisi è corretta o meno.