Terminiamo la lista dei film che sono fondati su una perfetta sceneggiature, parlando di un film del 1959, di Mario Monicelli e che ha come protagonisti Vittorio Gassman e ancora una volta Alberto Sordi. Si tratta di “La Grande Guerra”, scritto da Age & Scarpelli (coppia storica del nostro cinema) e da Luciano Vincenzoni (collaboratore, tra gli altri, di Sergio Leone).
“La Grande Guerra” descrive le gesta di due antieroi, Oreste Jacovacci (romano) e Giovanni Busacca (milanese) durante il primo conflitto mondiale. Il rapporto dei due protagonisti ha fatto scuola in tutto il cinema mondiale: conflittuale al principio, si evolve in una stretta amicizia che legherà i personaggi fino al tragico finale. La ricostruzione storica, che si è avvalsa di consulenti e di una ricerca meticolosa, è straordinaria.
La parabola narrativa è da manuale, la descrizione dei mille personaggi che compongono il mosaico umano dei soldati del fronte, è eccellente. Ognuno ha le proprie peculiari caratteristiche, il proprio dialetto, la propria vicenda. Niente è lasciato al caso e tutto si amalgama quasi miracolosamente in un'opera di grandissimo livello. Il tono del film mescola dramma e commedia, ironia e pathos, paura e spavalderia senza che mai si abbia l'impressione del farsesco o del paradossale.
Grazie all'ispirata regia di Monicelli, all'interpretazione di Sordi e Gassman, ma anche degli altri attori (Romolo Valli, Silvana Mangano, Folco Lulli, Tiberio Murgia...), grazie alle scenografie (Mario Garbuglia) e ai costumi (Danilo Donati), alla fotografia, al montaggio (Adriana Novelli) e alla musica di Nino Rota, il cinema italiano tocca uno dei suoi massimi vertici nella storia. Ancora oggi è un film godibilissimo, a quasi mezzo secolo dalla sua realizzazione.