Ormai il cinema 3D, nel senso di visione stereo, sta invadendo il mercato. Il fenomeno commerciale straordinario di “Avatar” è l'ultimo passo verso l'affermazione di questa tecnologia che si è cominciato a sperimentare già da qualche decennio. Tra poco verranno commercializzate le televisioni 3D e non passerà molto tempo che vedremo nei negozi di elettronica telecamere 3D consumer. Questo significa che il futuro dell video dovrà tener conto di questa realtà. Certo, fino al momento in cui non si svilupperanno nuove tecnologie, per poter godere l'effetto tridimensionale dovremo indossare gli occhialetti: quelli con una lente verde e una rossa, oppure quelli cosiddetti passivi, o quelli attivi. Non sono in grado di scendere qui in dettagli tecnici, un po' per la filosofia di questo blog, un po' per ignoranza (vista la complessità dell'argomento e la rapidissima evoluzione degli avanzamenti), ma posso dire che si tratta di un mondo affascinante e pieno di grandi prospettive. Per ottenere la tridimensionalità dell'immagine bisogna riprendere la scena con due obiettivi che simulino lo sguardo bioculare umano. La distanza tra le due lenti, insomma, deve essere simile a quella che intercorre tra gli occhi di una persona; inoltre i due obiettivi devono essere perfettamente identici, mettere a fuoco simultaneamente ed essere regolati sullo stesso diaframma. In fase di proiezione le due immagini ottenute verranno sovrapposte e grazie agli occhialetti dedicati, riusciremo a percepire l'effetto tridimensionale. Tuttavia, poiché la proiezione del filmato avverrà su uno schermo più o meno grande, poiché si useranno lenti di lunghezza focale diversa; poichè il soggetto a fuoco può trovarsi a distanze diversissime, entrano in campo fattori che complicano un po' la mia sommaria spiegazione. Tant'è che per ottenere l'esatto allineamento degli obiettivi, si deve ricorrere a complessi strumenti (Rig) regolabili a seconda delle esigenze. Il Rig deve poter permettere l'avvicinamento o l'allontanamento delle due lenti, la sincronizzazione delle regolazioni, la visione comune su uno schermo apposito, la possibilità di utilizzare uno specchio che rifranga l'immagine su una delle due lenti posta in posizione verticale. Nel prossimo post parlerò delle esigenze registiche del 3D. Nel frattempo, per chi ha degli occhialetti rimediati magari in un cinema, propondo un video stereo... |